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Racconti erotici: una notte di sesso con la mia ex

Racconti erotici: una notte di sesso con la mia ex

Non pensavo di rivederla.

E di certo non pensavo di vederla alla stazione, alle sette di sera, davanti a un distributore del caffè.

Io la guardo.

Lei mi guarda.

E basta quello per farmi capire che non è passato davvero così tanto tempo.

«Oh…» fa lei, con quel mezzo sorriso che mi spaccava sempre in due, «…non sei migliorato.»

«Tu invece sì» rispondo.

«Lo so.»

Non cambia mai.

E anche se dovrei girarmi e andare, rimango fermo lì.

Racconti erotici 1

«Che fai qui?» le chiedo.

«Prendo un treno.»

«E prima?»

«Prima niente. Prima era noia. Poi ti ho visto

Mi passa accanto, troppo vicina per essere casuale.

Il suo profumo è lo stesso, eccitante da morire.

«Hai mezz’ora?» mi chiede senza guardarmi.

«Forse.»

Non so perché la seguo, ma la seguo.

È sempre stata brava a farmi muovere senza darmi ordini.

La sua scollatura mi ha sempre tremendamente eccitato.

Il suo modo di guardarmi.

Quegli occhi riescono ad indurirmelo subito.

Quando ci avviciniamo alla porta rotta del vecchio sottopasso, mi rendo conto che sì, mi ricordo ancora tutto.

Ci fermiamo nella parte più buia, dove le luci fanno solo un rumore elettrico stanco.

Lei si gira verso di me, si sistema una ciocca dietro l’orecchio e mi squadra come se fossi merce esposta.

«Non farmi domande, ok?» dice.

«Neanche io so perché sono qui.»

«Forse sì che lo sai.»

«Forse sì.»

Mi si avvicina.

La mano sul colletto, il suo respiro sul mio, il modo in cui inclina la testa prima di dire qualcosa di stupido o di importante.

O di entrambe.

Nei miei pantaloni, nel frattempo, qualcuno incominciava a svegliarsi.

La sua mano scivola giù, come se fosse una cosa naturale.

Capisco tutto da come mi guarda.

Lei ha ancora una gran voglia del mio cazzo.

Intanto il bacio arriva da solo.

Succede.

Succede perché doveva succedere.

Mentre mi mette la lingua in bocca, mi palpa da fuori i jeans.

I nostri corpi si cercano come se avessero una memoria lunga e testarda.

Non serve dire altro.

Non è dolce.

Non è romantico.

È qualcosa di urgente, eccitazione allo stato puro.

“Abiti ancora vicino la lavanderia?

“Certo…”

Andiamoci allora…”

Rimango un secondo immobile, non avrei dovuto.

Ma alla fine le prendo la mano, mi riaggiusto un attimo e andiamo.

Saliamo a casa mia e nemmeno il tempo di entrare che ci troviamo intrecciati, persi in un bacio eccitante.

Racconti erotici 2

Lei si appoggia al muro e sussurra:

«Ok…questa è stata un’idea terribile.»

Sorrido.

«Una delle nostre migliori idee terribili.»

Lei annuisce.

«Probabile.»

Il mio cazzo è tornato durissimo.

Per un attimo lei torna quella di sempre, quella che non ti chiede permesso per niente.

Ci spostiamo in camera, lei inizia a masturbarmi sul letto.

Racconti erotici 3



Io la bacio sul collo, poi si sdraia e le abbasso i pantaloni, non del tutto, quel tanto che mi basta per infilarle le dita dentro.

La sento godere ed è come è sempre stato.

Sono fuori di me, intanto la bacio e lei mi prega di andare più veloce.

La accontento.

“Voglio succhiartelo…”

Sorrido mentre mi tolgo completamente i pantaloni.

“Sdraiati, voglio succhiartelo tutto…”

Inizia a farmi il pompino più provocante di sempre, come non l’ha mai fatto.

La sua testa va su e giù e solo vedere questa scena mi farebbe venire, le dico di spostarsi lateralmente così che nel frattempo possa toccarla anch’io.

Godiamo insieme, e cerchiamo il momento perfetto per venire entrambi.

Io sono troppo eccitato per durare ancora e quella bocca che mi avvolge il pene non mi aiuta.

“Aaaahhh”.

Sono il primo a venire, volevo esplodere da mezz’ora.

Rimango sporco, ma continuo a toccarla mentre lei gode e ha ancora il mio cazzo tra le mani.

Poi si contrae.

Sorride e si butta sul letto, esausta.