Vai al contenuto
Galloni Galloni

WhatsApp 351.500.8063

Home / Blog / Racconti erotici: finito il lavoro, io e il mio collega facciamo sesso
Racconti erotici: finito il lavoro, io e il mio collega facciamo sesso

Racconti erotici: finito il lavoro, io e il mio collega facciamo sesso

Era quasi mezzanotte e l’ufficio era immerso in un silenzio quasi irreale, interrotto solo dal ronzio dei neon e dal ticchettio dei computer spenti.

Lui stava ultimando alcune pratiche, cercando di concentrarsi, ma appena la vide entrare con il documento in mano, sentì un brivido corrergli lungo la schiena.

Lei lo guardò con un sorriso malizioso, gli occhi pieni di voglia e sfida, mentre la gonna leggera lasciava intravedere le cosce perfette.

«Sei ancora qui?» disse lei.

«Eh… qualcuno deve finire il lavoro…» rispose lui, lo sguardo già colmo di desiderio.

Appena furono soli, la porta si chiuse con un click che fece rimbombare i loro cuori.

Lei si avvicinò, il profumo del suo corpo mischiato a quello del caffè bollente lo fece girare la testa.

«Sai,» disse lei, sfiorandogli il braccio, «non mi piace lavorare così… da sola.»

«Forse possiamo trovare un modo per rendere questa notte un po’ più interessante…» rispose lui, strizzandole il sedere con un gesto rapido e deciso.

Racconti erotici 1

Le mani si intrecciarono subito, senza freni, sfiorando cosce, fianchi e il bordo del vestito.

Lei rise, un sospiro caldo che gli fece venire i brividi.

«Tu sei pazzo...» disse, stringendolo mentre le mani correvano sotto la camicia di lui.

Si spostarono verso la scrivania, tra fogli sparsi, tazze di caffè e penne, il respiro sempre più affannoso e carico di voglia.

Lei si piegò contro il bordo della scrivania, il vestito leggero che lasciava intravedere la vagina, e lui non resistette.

Le mani di lui avevano urgenza, pizzicando e accarezzando ogni centimetro di pelle calda, facendola gemere a ogni tocco.

«Ah… cazzo… sì… così…» gemette lei, muovendosi contro di lui con ritmo e voglia, stringendolo forte mentre le labbra cercavano le sue.

Lui non perse tempo, le labbra e la lingua si intrecciarono in un bacio appassionato, mentre le mani scivolavano sotto la gonna e accarezzavano la sua vagina senza pietà.

«Se qualcuno ci vede…» sospirò lei, ma la frase si perse tra i gemiti e le risate ansimanti.

«Me ne frega niente!» rispose lui, premendola più forte, sentendo il pene crescere pulsante contro il suo corpo.

Racconti erotici 2

Dopo minuti di carezze ardenti, risate e gemiti, decisero di spostarsi a casa di lei, entrambi consapevoli di tradire i rispettivi partner.

La strada era vuota, il silenzio della notte amplificava il desiderio che li bruciava.

Appena arrivarono, chiusero la porta alle loro spalle e si guardarono, il sorriso malizioso di entrambi diceva tutto: era il momento di scatenarsi senza freni.

Lei lo guidò verso il divano, accarezzandogli il collo e mordendogli l’orecchio.

«Non posso credere che siamo qui…» ansimò lei, mentre lo strinse contro di sé.

«Io sì… cazzo… voglio sentirti tutta… adesso...» disse lui, premendole il culo contro il suo pene già duro.

Le mani di lui correvano sul corpo di lei, pizzicando i capezzoli, accarezzando le cosce, toccando la sua vagina senza pietà.

«Ah… sì… così…» gemette lei, mentre lui aumentava il ritmo, muovendosi con forza.

Risero, ansimarono e si muovevano sul divano, sul tappeto, tra cuscini e lenzuola, i corpi che si cercavano senza alcun limite.

Racconti erotici 3

«Sei troppo figa…» sussurrò lui tra un bacio e l’altro, mentre le mani esploravano ogni curva del suo corpo.

«E tu… sei un porco… voglio sentirti dentro… ora…» rispose lei, spingendo il pene verso di lei, gemendo a ogni movimento.

Ogni gesto era un invito, ogni sospiro un fuoco che li consumava entrambi.

Si sdraiarono sul tappeto, mani che correvano, corpi che si muovevano, vagina e pene che si sfioravano senza freni, urla e gemiti che riempivano la casa.

Lei gli morse il collo e ridacchiò: «Non smettere… voglio sentire tutto…»

Lui le rispose pizzicandole i capezzoli, sfiorandole la vagina e gemendo tra sé e sé.

Si abbassarono sul divano, tra cuscini sparsi, le mani di lui che correvano su tutto il corpo di lei, pizzicando e accarezzando ogni curva.

«Oddiooo…» sussurrò lui, mentre lei lo stringeva forte e lo guidava contro di sé, il cazzo sempre più duro e pulsante.

Gemettero insieme, ridendo e ansimando, mentre ogni tocco diventava più caldo, ogni carezza più intensa, ogni movimento un miscuglio di desiderio e malizia.

Lei lo tirò su, lo guardò negli occhi e disse: «Sai… non dovremmo… ma cazzo… non ti resisto… lo voglio tutto…»

Racconti erotici 4

Lui ridacchiò, spingendola contro il divano e strofinandole il clitoride, facendole scappare un forte gemito.

«Ah… sì… così… continua…» gemette lei, mentre lui aumentava il ritmo, muovendosi con decisione e passione.

I corpi si muovevano come in un gioco proibito, lingua contro lingua, il suo pene dentro la sua vagina.

Lui le disse, ansimando: «Non credevo che tradire potesse essere così… fottutamente eccitante!»

Lei lo guardò negli occhi, il respiro ancora affannoso, e disse con voce roca: «Cazzo… tienilo dentro per ore…»

La spinse contro la scrivania, le mani che correvano su cosce, fianchi e il culo.

«Ah… sì… così…» gemette lei, mentre lui la sollevava e la posizionava sopra il bordo, la vagina pulsante.

Le loro labbra si cercavano continuamente, bocca su bocca, lingua su lingua, ogni bacio un fuoco che li consumava.

Lui continuava ad entrare con colpi decisi, il suo pene che scivolava dentro la sua vagina calda e bagnata, mentre lei gemeva forte, le mani tra i suoi capelli e sul petto di lui.

«Sei così stretta… così mia…» ansimò lui, muovendosi lentamente all’inizio, facendo salire il piacere piano ma inesorabile.

Lei si appoggiò sulla scrivania, gridando un gemito di piacere: «Ah… sì… cazzo… muoviti… fammi sentire tutto dentro…»

Gemeva, si contorceva, mordendosi il labbro, ridendo e ansimando tra un gemito e l’altro, mentre il corpo di lui vibrava di fame sessuale.

«Voglio sentirti urlare…» disse lui.

Lei lo strinse forte, il pene pulsante dentro di lei, e gridò: «Ahhh… sì… sì… cazzo… non fermarti… voglio esplodere…fammi venire...»

Lui aumentò il ritmo, colpo dopo colpo, il respiro sempre più affannoso, i corpi che si muovevano in perfetta armonia.

I gemiti di lei si mescolavano ai suoi e il piacere saliva fino a diventare insopportabile.

Lei stava per venire...

Lui continuò fino a raggiungere il proprio orgasmo, gemendo forte e venendole sulla pancia.

Dopo qualche secondo, toccò a lei, la sua vagina pulsante ebbe delle contrazioni e venne.

Rimasero sdraiati uno sull’altra, sudati, ansimanti, le mani che ancora si accarezzavano con desiderio e voglia.

«Che notte pazzesca…» disse lui, la voce roca e il respiro affannoso.

Lei rise: «Non credevo che lavorare tardi potesse essere così… fottutamente eccitante… e sporco…»