Era quasi mezzanotteΒ e lβufficio era immerso in un silenzio quasi irreale, interrotto solo dal ronzio dei neon e dal ticchettio dei computer spenti.
Lui stava ultimando alcune pratiche, cercando di concentrarsi, ma appena la vide entrare con il documento in mano, sentì un brivido corrergli lungo la schiena.
Lei lo guardΓ² con un sorriso malizioso, gli occhi pieni di voglia e sfida, mentre la gonna leggera lasciava intravedere le cosce perfette.
Β«Sei ancora qui?Β» disse lei.
Β«Ehβ¦ qualcuno deve finire il lavoroβ¦Β» rispose lui, lo sguardo giΓ colmo di desiderio.
Appena furono soli, la porta si chiuse con un click che fece rimbombare i loro cuori.
Lei si avvicinò, il profumo del suo corpo mischiato a quello del caffè bollente lo fece girare la testa.
«Sai,» disse lei, sfiorandogli il braccio, «non mi piace lavorare così⦠da sola.»
Β«Forse possiamo trovare un modo per rendere questa notte un poβ piΓΉ interessanteβ¦Β» rispose lui, strizzandole il sedere con un gesto rapido e deciso.

Le mani si intrecciarono subito, senza freni, sfiorando cosce, fianchi e il bordo del vestito.
Lei rise, un sospiro caldo che gli fece venire i brividi.
Β«Tu sei pazzo...Β» disse, stringendoloΒ mentre le mani correvano sotto la camicia di lui.
Si spostarono verso la scrivania, tra fogli sparsi, tazze di caffè e penne, il respiro sempre più affannoso e carico di voglia.
Lei si piegΓ² contro il bordo della scrivania, il vestito leggero che lasciava intravedere la vagina, e lui non resistette.
Le mani di lui avevano urgenza, pizzicando e accarezzando ogni centimetro di pelle calda, facendola gemere a ogni tocco.
Β«Ahβ¦ cazzoβ¦ sΓ¬β¦ cosΓ¬β¦Β» gemette lei, muovendosi contro di lui con ritmo e voglia, stringendolo forte mentre le labbra cercavano le sue.
Lui non perse tempo, le labbra e la lingua si intrecciarono in un bacio appassionato, mentre le mani scivolavano sotto la gonna e accarezzavano la sua vagina senza pietΓ .
Β«Se qualcuno ci vedeβ¦Β» sospirΓ² lei, ma la frase si perse tra i gemiti e le risate ansimanti.
Β«Me ne frega niente!Β» rispose lui, premendola piΓΉ forte, sentendo il pene crescere pulsante contro il suo corpo.

Dopo minuti di carezze ardenti, risate e gemiti, decisero di spostarsi a casa di lei, entrambi consapevoli di tradire i rispettivi partner.
La strada era vuota, il silenzio della notte amplificava il desiderio che li bruciava.
Appena arrivarono, chiusero la porta alle loro spalle e si guardarono, il sorriso malizioso di entrambi diceva tutto: era il momento di scatenarsi senza freni.
Lei lo guidΓ² verso il divano, accarezzandogli il collo e mordendogli lβorecchio.
Β«Non posso credere che siamo quiβ¦Β» ansimΓ² lei, mentre lo strinse contro di sΓ©.
«Io sì⦠cazzo⦠voglio sentirti tutta⦠adesso...» disse lui, premendole il culo contro il suo pene già duro.
Le mani di lui correvano sul corpo di lei, pizzicando i capezzoli, accarezzando le cosce, toccando la sua vagina senza pietΓ .
Β«Ahβ¦ sΓ¬β¦ cosΓ¬β¦Β» gemette lei, mentre lui aumentava il ritmo, muovendosi con forza.
Risero, ansimarono e si muovevano sul divano, sul tappeto, tra cuscini e lenzuola, i corpi che si cercavano senza alcun limite.

Β«Sei troppo figaβ¦Β» sussurrΓ² lui tra un bacio e lβaltro, mentre le mani esploravano ogni curva del suo corpo.
Β«E tuβ¦ sei un porcoβ¦ voglio sentirti dentroβ¦ oraβ¦Β» rispose lei, spingendo il pene verso di lei, gemendo a ogni movimento.
Ogni gesto era un invito, ogni sospiro un fuoco che li consumava entrambi.
Si sdraiarono sul tappeto, mani che correvano, corpi che si muovevano, vagina e pene che si sfioravano senza freni, urla e gemiti che riempivano la casa.
Lei gli morse il collo e ridacchiΓ²: Β«Non smettereβ¦ voglio sentire tuttoβ¦Β»
Lui le rispose pizzicandole i capezzoli, sfiorandole la vaginaΒ e gemendo tra sΓ© e sΓ©.
Si abbassarono sul divano, tra cuscini sparsi, le mani di lui che correvano su tutto il corpo di lei, pizzicando e accarezzando ogni curva.
Β«Oddioooβ¦Β» sussurrΓ² lui, mentre lei lo stringeva forte e lo guidava contro di sΓ©, il cazzo sempre piΓΉ duro e pulsante.
Gemettero insieme, ridendo e ansimando, mentre ogni tocco diventava piΓΉ caldo, ogni carezza piΓΉ intensa, ogni movimento un miscuglio di desiderio e malizia.
Lei lo tirΓ² su, lo guardΓ² negli occhi e disse: Β«Saiβ¦ non dovremmoβ¦ ma cazzoβ¦ non ti resistoβ¦ lo voglio tuttoβ¦Β»

Lui ridacchiΓ², spingendola contro il divano e strofinandole il clitoride, facendole scappare un forte gemito.
Β«Ahβ¦ sΓ¬β¦ cosΓ¬β¦ continuaβ¦Β» gemette lei, mentre lui aumentava il ritmo, muovendosi con decisione e passione.
I corpi si muovevano come in un gioco proibito, lingua contro lingua, il suo pene dentro la sua vagina.
Lui le disse, ansimando: «Non credevo che tradire potesse essere così⦠fottutamente eccitante!»
Lei lo guardΓ² negli occhi, il respiro ancora affannoso, e disse con voce roca: Β«Cazzoβ¦ tienilo dentro per oreβ¦Β»
La spinse contro la scrivania, le mani che correvano suΒ cosce, fianchi e il culo.
Β«Ahβ¦ sΓ¬β¦ cosΓ¬β¦Β» gemette lei, mentre lui la sollevava e la posizionava sopra il bordo, la vagina pulsante.
Le loro labbra si cercavano continuamente, bocca su bocca, lingua su lingua, ogni bacio un fuoco che li consumava.
Lui continuava ad entrare con colpi decisi, il suo pene che scivolava dentro la sua vagina calda e bagnata, mentre lei gemeva forte, le mani tra i suoi capelli e sul petto di lui.
Β«Sei cosΓ¬ strettaβ¦ cosΓ¬ miaβ¦Β» ansimΓ² lui, muovendosi lentamente allβinizio, facendo salire il piacere piano ma inesorabile.
Lei si appoggiΓ² sulla scrivania, gridando un gemito di piacere: Β«Ahβ¦ sΓ¬β¦ cazzoβ¦ muovitiβ¦ fammi sentire tutto dentroβ¦Β»
Gemeva, si contorceva, mordendosi il labbro, ridendo e ansimando tra un gemito e lβaltro, mentre il corpo di lui vibrava di fame sessuale.
Β«Voglio sentirti urlareβ¦Β» disse lui.
Lei lo strinse forte, il pene pulsante dentro di lei, e gridΓ²: Β«Ahhhβ¦ sΓ¬β¦ sΓ¬β¦ cazzoβ¦ non fermartiβ¦ voglio esplodereβ¦fammi venire...Β»
Lui aumentΓ² il ritmo, colpo dopo colpo, ilΒ respiro sempre piΓΉ affannoso, i corpi che si muovevano in perfetta armonia.
I gemiti di lei si mescolavano ai suoi eΒ il piacere saliva fino a diventare insopportabile.
Lei stava per venire...
Lui continuΓ² fino a raggiungere il proprio orgasmo, gemendo forte e venendole sulla pancia.
Dopo qualche secondo, toccΓ² a lei, la sua vagina pulsante ebbe delle contrazioni e venne.
Rimasero sdraiati uno sullβaltra, sudati, ansimanti, le mani che ancora si accarezzavano con desiderio e voglia.
Β«Che notte pazzescaβ¦Β» disse lui, la voce roca e il respiro affannoso.
Lei rise: Β«Non credevo che lavorare tardi potesse essere cosΓ¬β¦ fottutamente eccitanteβ¦ e sporcoβ¦Β»