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Racconti erotici: scambio di coppia nella stanza rossa del club

Racconti erotici: scambio di coppia nella stanza rossa del club

Entrammo nel Club Ametista tenendoci per mano.

Eravamo io e mia moglie Marta, entrambi già eccitati dall’idea di ciò che sarebbe potuto succedere.

Il locale era elegante, luci soffuse, profumo di vaniglia, musica lenta che vibrava sul petto.

Un posto fatto per il piacere, per il corpo, per togliersi tutte le maschere.

«Sei sicuro?» mi sussurrò all’orecchio.

Le sue dita scivolarono sul mio braccio, lente, provocatorie, come a chiedermi di andare avanti.

«Sì… e tu?»

«Non vedevo l’ora,» rispose mordendosi il labbro.

Ci raggiunse la coppia con cui avevamo parlato online per settimane.

Leo e Giulia.

Entrambi bellissimi, eleganti, occhi pieni di non detto, di desiderio trattenuto.

Giulia indossava un vestito nero che lasciava intravedere le curve, Leo una camicia aperta quel tanto che bastava a mostrare il torace duro.

«Siete ancora più belli dal vivo» disse Giulia avvicinandosi a Marta.

Le prese delicatamente il fianco, sfiorandola.

Marta arrossì, ma non si tirò indietro: anzi, avvicinò il suo corpo al suo, lasciando che i loro seni si sfiorassero appena.

«Volete salire nella stanza rossa?» chiese Leo, guardando me.

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«Sì,» risposi senza esitare.

Sentivo il mio cuore battere forte, il sangue scorrere nelle vene come una promessa di qualcosa di proibito e bellissimo.

La stanza rossa del club era morbida, avvolgente: cuscini ovunque, divani bassi, luci calde, odore di ambra e pelle.

Un ambiente fatto per lasciarsi andare.

Per perdersi.

Giulia prese la mano di Marta.

«Posso?»

«Sì…» mormorò mia moglie, la voce già rotta dal brivido.

Giulia la fece sedere sul divano e iniziò a slacciarle il vestito, lentamente, con una calma erotica che sembrava uno spogliare l’anima, non solo il corpo.

Il vestito cadde, rivelando la pelle di Marta, morbida, calda, vulnerabile.

Io guardavo, eccitato, il respiro sempre più corto.

Leo si avvicinò a me.

«Vuoi che tua moglie sia toccata davanti a te?»

«Sì… voglio vederla godere

Leo sorrise.

Un sorriso lento, cattivo il giusto, che prometteva piacere e trasgressione.

Giulia baciò Marta sul collo.

Poi sulle spalle.

Poi lentamente scese sui suoi seni, prendendo il capezzolo tra le labbra, succhiandolo piano, facendole uscire un gemito:«Ahh… sì… continua…»

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Ogni suono mi faceva indurire ancora di più.

Leo prese Marta dalle cosce.

Le aprì le gambe con una delicatezza sorprendente, esponendo la sua intimità, già bagnata.

«Guarda quanto è pronta,» disse rivolto a me.

Io annuii, incapace di parlare.

La vista era troppo eccitante.

«Posso assaggiarla?» chiese Giulia, guardando Marta da sotto, come una predatrice elegante.

«Sì… ti prego,» mormorò mia moglie, ormai persa.

Giulia affondò la lingua nella sua fessura, lenta, morbida, metodica, disegnando cerchi sempre più larghi, sempre più profondi.

«Oh Dio… sì… così… così…»

Marta tremava tutta, la voce spezzata.

Leo si mise dietro Giulia, slacciò i pantaloni e liberò il suo sesso duro, imponente.

Mi guardò.

«Vuoi che tua moglie venga mentre guardi un’altra donna farsela divorare?»

«Sì… voglio vederla impazzire,» risposi.

E lo volevo.

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Con tutto il corpo.

Giulia aumentò il ritmo, la lingua che scivolava, succhiava, affondava.

Le mani di Marta nella sua testa, mentre Leo la penetrava lentamente da dietro, spingendo il corpo di Giulia contro mia moglie.

Uno spettacolo di corpi, di gemiti, di sudore.

Marta venne per prima.

Un orgasmo violento, pieno, il corpo che si irrigidiva e poi cedeva, le gambe che tremavano, la voce che esplodeva in un gemito lungo, coinvolgente.

«Ahhh… sì… sì… continua… ti prego…»

Io quasi venni solo a guardarla.

Poi venne il nostro turno.

Giulia prese la mia mano e mi portò sull’altro divano.

Si sedette su di me, nuda, calda, profumata.

«Voglio sentirti dentro,» disse senza mezzi termini.

E si calò lentamente, prendendoselo tutto, stringendo forte, facendo uscire dalla mia bocca un gemito che non ricordavo di aver mai fatto.

Marta, ancora ansimante, guardava la scena con gli occhi pieni di desiderio.

Leo la prese da dietro, lentamente, accarezzandole i fianchi.

«Vuoi provarlo?» le chiese.

«Sì… voglio sentire un altro uomo dentro di me,» rispose senza timore.

Io l’avevo mai sentita così libera.

Così viva.

Le entrò dentro lentamente, mentre lei gemeva e si spingeva indietro per prenderlo di più.

Io guardavo mia moglie venire presa da un altro uomo mentre una donna mi cavalcava, il corpo caldo contro il mio.

Era perfetto.

Era incontrollabile.

Era nostro.

«Sto venendo…» mormorò Giulia contro le mie labbra, mentre si stringeva ancora di più, i movimenti sempre più veloci.

«Vieni… vieni su di me…» sussurrai.

Lei esplose in un orgasmo forte, bagnandomi completamente, tremando su di me in un modo che mi fece perdere il controllo.

Venni dentro di lei, profondamente, mentre Leo scopava Marta, che gridava il suo nome come se la stesse consumando dall’interno.

I quattro corpi rimasero intrecciati, sudati, caldi, esausti ma pieni di un’energia nuova.

Una complicità perfetta, un’intesa totale.

Nessuna gelosia.

Solo desiderio, abbandono, gioia carnale.

«Dobbiamo rifarlo» disse Marta con un sorriso ancora tremante.

«Non ho alcun dubbio» risposi.