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Racconti erotici: si conoscono in chat e non resistono al peccato

Racconti erotici: si conoscono in chat e non resistono al peccato

Mi chiamo Laura, ho trentasei anni e da mesi mi sento invisibile nel mio matrimonio.

Mio marito c’è, ma non mi guarda, non mi tocca, non mi desidera.

Così una sera, quasi per noia, quasi per rabbia, entro in una chat d’incontri.

Niente foto provocanti.

Solo parole.

Ed è lì che conosco Andrea.

Anche lui sposato.

Anche lui trascurato, spento, solo.

Parliamo per giorni, poi settimane.

Messaggi lunghi, vocali notturni, confessioni dette piano.

«Non sto cercando sesso...» mi scrive una notte.

«Sto cercando qualcuno che mi faccia sentire vivo

Io non rispondo subito.

Ma lo capisco fin troppo bene.

Perchè penso la stessa cosa.

Un pomeriggio mi scrive:

«Mia moglie esce stasera. Se vuoi… solo parlare

Rileggo quel messaggio dieci volte.

So che è una bugia gentile.

E so che voglio crederci.

Gli rispondo:
«Non so se è una buona idea.»

Andrea:
«Nemmeno io.»
«Ma possiamo anche non fare nulla

Mi vesto semplice.

Troppo semplice per mentire a me stessa.

Durante il tragitto mi ripeto che tornerò indietro.

Che non succederà niente.

Poi arrivo da lui.

E non voglio più tornare indietro.

Citofono e salgo.

La sua casa è ordinata, silenziosa, troppo perfetta.

«Entra!» dice, lasciando la porta aperta.

Ci fermiamo in piedi, a due metri di distanza.

Come se quel vuoto fosse una scusa.

«Se non te la senti, puoi andare via quando vuoi...» dice.

Annuisco.

«Non voglio...»

Silenzio.

Respiro.

Sguardi che durano troppo.

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«Sei diversa dal vivo...» mormora.

«Peggio o meglio?» chiedo.

Sorride.

«Più pericolosa

Beviamo un bicchiere di vino.

Parliamo del nulla.

Poi lui si avvicina.

Piano.

«Se non vuoi,» dice, «dimmi adesso.»

Io non dico niente.

Le sue dita sfiorano il mio polso.

È un tocco innocente, ma mi attraversa.

«C***o,» sussurra.

«È da tempo che non sentivo questo

«Anch’io,» ammetto.

Il bacio arriva per errore.

Un attimo troppo vicino.

Un respiro condiviso.

Lingue che si cercano senza fretta, senza fame, solo bisogno.

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Mi stacco per prima.

«Non dovremmo.»

«Lo so,» risponde.

Ma le sue mani non si allontanano.

«Dimmi di andare via...» dice.

«Non adesso...» rispondo.

Mi prende il viso.

«Se resto, non mi fermerò.»

«Non voglio che ti fermi» confesso.

Il bacio diventa più profondo, più sporco.

Lingua contro lingua.

«Ti ho pensata mille volte,» mormora contro la mia bocca...nuda»

Mi manca il fiato.

«Parlami così» gli chiedo.

Sorride.

«Ti eccita?»

«Sì»

Mi guida verso il divano.

Non mi spinge.

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Mi accompagna.

Le sue mani esplorano, decise, esperte.

Io reagisco a ogni tocco.

«Sei così reattiva,» dice.

«Mi fai venire voglia di prenderti

Mi abbasso tra le sue gambe.

Lo guardo dal basso.

«Sei sicuro?» chiedo.

«Non sono mai stato così sicuro.»

Le mie labbra scendono.

Inizio a succhiarlo.

Mentre ho il suo membro in bocca mi sento eccitata, mi sento donna.

Ascolto i suoi gemiti e la mano mi scivola sul clitoride.

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Ho bisogno di toccarmi.

Lui mi tocca i seni, mentre gode...

Lo sento contrarsi, come stesse già per venire.

"Aspetta, così vengo subito, sei troppo brava..."

Avevo sentito bene.

Il suo piacere stava arrivando.

Voglio toccarti io.

Si inumidisce le dita tra le labbra e mentre mi fissa le fa scivolare tra le mie gambe.

Come per reazione automatica le apro.

Spalanco le labbra e un gemito esce automatico.

Mi tocca benissimo, come nessuno aveva mai fatto prima, sa come farlo...

Inizio a godere sempre di più e in quel momento ho bisogno di sentire il suo cazzo tra le mani.

Ci tocchiamo a vicenda, sempre più veloci, sempre più in foga.

Lui viene.

Io mi lascio baciare mentre continua a toccarmi, sporca di lui.

Mi contraggo. 

Urlo.

......

Restiamo fermi, intrecciati e sento qualcosa di nuovo.

Non colpa.

Non paura.

Solo complicità.

«Lo rifarei mille volte...» dice.

«Anch'io..» rispondo.

So che tornerò a casa.

So che niente sarà semplice.

Ma so anche che non sono più sola.

E per ora, mi basta.

"Torna tutte le volte che vuoi"

Le nostre lingue si intrecciano di nuovo.