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Racconti erotici: quando il suo fidanzato esce, Giulia chiama Lorenzo

Racconti erotici: quando il suo fidanzato esce, Giulia chiama Lorenzo

Il rumore della porta che si chiudeva con un click le diede la conferma.

Mattia, il suo fidanzato, era uscito.

Aveva salutato con un rapido bacio sulla guancia, per uscire a bere qualche bicchiere con gli amici, e ora l'aria si era fatta leggera, liberando un profumo che era solo suo.

Giulia rimase per un istante ferma in mezzo al salotto, godendosi il silenzio, ma non era il silenzio che voleva.

Era la mancanza di Mattia che le dava il via libera.

Il suo sguardo cadde sul telefono che teneva in mano.

Il nome di Lorenzo, il vicino del piano di sopra, era lì in cima alla lista dei contatti.

I loro sguardi si erano incrociati per mesi in ascensore, le loro mani si erano sfiorate per un attimo, e ogni volta quella fottuta tensione li aveva avvolti, un'attrazione animale e proibita che lei aveva sempre cercato di ignorare.

Ma non stasera.

Stasera aveva bisogno di un tocco sporco, sconosciuto, e Lorenzo era la soluzione perfetta.

Senza pensarci due volte, premette il tasto di chiamata. Il telefono squillò una sola volta prima che lui rispondesse, la sua voce profonda e roca.

"So che è uscito. Sono già alla porta," sussurrò lui.

La sua voce era un ringhio basso che la fece tremare come una foglia.

Giulia chiuse la chiamata, e un istante dopo un leggero bussare ruppe il silenzio.

Aprì la porta, e la vide lì, in piedi, l'uomo che aveva desiderato in segreto per troppo tempo.Racconti erotici, uno 
Lorenzo la fissò con i suoi occhi neri e profondi, un fuoco infernale che la divorò con uno sguardo, dalla testa ai piedi.

Entrò e chiuse la porta dietro di sé con un rumore sordo, isolandoli dal resto del mondo, dalla normalità.

"Non ce l'ho fatta più," mormorò lui, la sua voce un filo, mentre le sue mani le afferrarono i fianchi con una presa possessiva, quasi brutale, tirandola contro il suo corpo duro e forte.

Giulia sentì subito la sua erezione gigantesca, rocciosa, pulsare prepotentemente contro la sua intimità, già fradicia e tremante.

Un gemito roco, le sfuggì dalle labbra, quasi a tradirla.

"Lo so che mi vuoi. Lo vedo nei tuoi occhi, puttana," mormorò lui, le sue labbra che le cercavano avidamente il collo, baciandolo con foga, poi la bocca in un bacio selvaggio, famelico, disperato, che sapeva di carne e peccato.

Le lingue si intrecciavano con foga inaudita, quasi a volersi ingoiare a vicenda, assaporando ogni centimetro.

Le mani di Lorenzo le salirono sulla schiena, stringendola forte, affondando le dita nella stoffa sottile del suo vestito.

Giulia si aggrappò a lui, le unghie che gli graffiavano la nuca e le spalle, sentendo i muscoli tesi e vibranti sotto la sua pelle calda.

"Portami in camera," ansimò Giulia, la voce spezzata, quasi un pianto di desiderio, mentre Lorenzo la sollevava senza sforzo, le gambe che si avvolgevano istintivamente intorno alla sua vita, stringendolo a sé come un tesoro.

La portò in camera da letto, la depose sul letto, spingendola sui morbidi cuscini.Racconti erotici due
Lorenzo si tolse la maglietta con un movimento brusco, poi i jeans e i boxer in un colpo solo, rivelando un fisico scolpito, un ventre piatto e un cazzo duro e imponente, una vera mazza di carne, che le fece mancare il fiato e le fece salire un calore incredibile.

"Guarda cosa mi fai, stronza," mormorò lui, la voce roca di desiderio, mentre il suo cazzo turgido, pulsava leggermente, invitandola, quasi a dirle: "Vieni a prendermi."

Le labbra di Lorenzo scesero sul suo seno, succhiando un capezzolo con una delicatezza che contrastava in modo così perverso con la sua erezione minacciosa e imponente.

Le mani le sfilavano il vestito in un gesto rapido, poi le mutandine, lasciandola completamente esposta e vulnerabile.

La sua fica era già inzuppata, bagnata fradicia, pulsante con una vita propria.

"Cristo, sei così bagnata, cagna... così fottutamente pronta," sussurrò lui, le dita che le sfioravano la fica, facendola gemere e contorcersi dal piacere anticipato.

Il dito medio di Lorenzo si posò direttamente sul clitoride, iniziando una pressione decisa, circolare, che le fece sobbalzare il bacino.

Giulia inarcò la schiena, un grido strozzato che le morì in gola, mentre il piacere esplose subito, un'onda calda che le risaliva lungo la spina dorsale, incendiandola da dentro.

"Sei pronta a prenderlo tutto? A sentirlo fino in fondo, fino alle palle?" la sua voce era un ringhio gutturale, un ordine che lei desiderava obbedire.

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Giulia non rispose, ma le sue gambe si aprirono ulteriormente, invitandolo, implorandolo con tutto il suo corpo.

Lorenzo si posizionò tra le sue cosce, la punta del suo cazzo duro e bollente che sfiorava la sua entrata, giocando con lei per un istante che sembrava eterno.

Un respiro profondo e tremante, un momento di tensione insostenibile, poi si spinse in lei con un unico, violento movimento, riempiendola in un istante, occupando ogni spazio dentro di lei.

Un gemito di puro piacere, quasi un urlo liberatorio, le sfuggì dalle labbra mentre lui la riempiva completamente, fino in fondo, sentendolo toccare il suo utero.

Era grande, caldo, e si sentiva fottutamente bene, una sensazione che le scuoteva l'anima fin dalle radici. Le sue pareti si strinsero intorno a lui, accogliendolo in una morsa bollente e stretta, che lo spremette.

"Oh, cazzo, Lorenzo... oh, cazzo, sei così bravo..." ansimò Giulia, stringendolo a sé, le unghie che si conficcavano nella sua schiena.

Lorenzo iniziò a muoversi, prima lentamente, assaporando ogni spinta, poi con un ritmo sempre più incalzante, più profondo, più selvaggio, un vero animale scatenato.

Ogni spinta era un'ondata di piacere che la travolgeva, facendola ansimare e gemere senza controllo.

"Sì! Fottimi forte! Più forte, cazzo! Dentro, dentro! Sfondami!" urlò Giulia, la testa che si muoveva freneticamente sul cuscino.

Lorenzo le baciò il collo, il sudore che gli imperlava la fronte e scendeva sulla sua pelle. "Sei così stretta... così bagnata per me, mi fai impazzire, Cristo!" mormorava, la voce spezzata dall'eccitazione che lo stava consumando.

Le sue spinte si fecero più veloci, più potenti, un ritmo furioso che la portava sull'orlo del baratro, spingendola oltre ogni limite di piacere, oltre la ragione.

Sentì il suo corpo tendersi in un lungo, intenso spasmo, ogni muscolo che si contraeva in attesa dell'esplosione finale, il grande scoppio.

Un urlo rauco, liberatorio, le squarciò la gola mentre l'orgasmo la travolgeva con una forza brutale, senza precedenti.

Era uno tsunami di piacere, un terremoto di sensazioni che la scuoteva da cima a fondo, facendola fremere incontrollabilmente, tremare tutta come una foglia al vento.

Il suo corpo si contrasse violentemente, il bacino che si sollevava dal letto, le gambe che si stringevano intorno alla sua vita, mentre un fiume di piacere esplodeva tra le sue gambe, allagandola completamente.

Le sue pareti vaginali pulsavano ancora e ancora, stringendosi in spasmi prolungati, succhiare gli ultimi residui di quel piacere inebriante e fottuto.

Lorenzo la seguì un istante dopo, gemendo il suo nome come una preghiera profana mentre si riversava in lei con un'esplosione selvaggia, un getto caldo e potente che la riempì completamente, esausto ma incredibilmente soddisfatto.

Rimasero così per un lungo momento, i loro corpi ancora uniti, pesanti e sudati, i respiri affannosi che si mescolavano nell'aria.

Il silenzio era ora riempito solo dal suono dei loro cuori che battevano all'unisono, l'eco di un desiderio finalmente soddisfatto e di un segreto che li avrebbe per sempre legati, nascosto tra le mura di casa sua.

Un segreto sporco e inconfessabile, una notte di pura follia che sarebbe rimasta impressa nelle loro anime.